Obbligo di redazione del Documento Valutazione Rischi mediante procedura standardizzata per le imprese fino a 10 lavoratori

La circolare del 31/01/2013, emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, stabilisce il termine ultimo per l'autocertificazione dell'avvenuta valutazione dei rischi (ai sensi dell'articolo 29, comma 5, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i) per tutte le aziende che occupano fino a dieci lavoratori, fissando al 31/05/2013 la data ultima per l'autocertificazione della Valutazione dei Rischi. Da questa data l'autocertificazione non è più valida e pertanto il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve essere predisposto con o senza procedure standardizzate ma in ogni caso senza l’utilizzo del sistema dell’autocertificazione.

E’ però assolutamente possibile utilizzare le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui al D.lgs. 81/08, approvate dalla Commissione Consultiva il 16/05/2012 e recepite con il decreto del 30/11/2012 dei ministeri del Lavoro e dell' Interno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 06/12/2012 ed entrato in vigore ufficialmente dal 06/02/2013.

L'utilizzo delle procedure standardizzate è facoltativo per le attività che hanno più di 10 lavoratori (e fino a 50), che potranno scegliere tra la procedura standardizzata e il DVR ordinario, elaborato cioè ai sensi dell'art. 28 del Dlgs 81/08. In ogni caso, anche per le aziende con meno di 10 lavoratori non è esclusa la possibilità di redigere un DVR secondo l'iter ordinario e quindi senza far ricorso alla procedura standardizzata.

Cosa sono le procedure standardizzate previste dall'art 29 comma 5 del Testo Unico sulla sicurezza?

Sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Nello specifico, esse permettono di redigere, in quattro semplici passi, il proprio DVR in modo coerente con quanto previsto dal testo unico della sicurezza sul lavoro (D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81). In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:

  • descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
  • identificazione dei pericoli presenti in azienda;
  • valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati ed individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
  • definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

Vantaggi delle procedure standardizzate

L’elaborazione del DVR secondo le procedure standardizzate permette di avere la sicurezza di aver operato secondo indicazioni normative guidate e di aver considerato tutti i rischi possibili (grazie al metodo delle check list che consente di valutare la presenza o meno di tutti i rischi posti in elenco). Infatti, le nuove procedure, introducono finalmente un metodo di valutazione meno lasciato alla soggettività di chi opera la valutazione dei rischi, mettendo al sicuro (se correttamente applicate le procedure) il consulente valutatore da eventuali contestazioni in sede di ispezione. Inoltre le procedure, proprio perché semplificate e guidate, consentono di operare più velocemente, permettendo sicuramente una ottimizzazione dei tempi e dei costi conseguenti, sia per il consulente che ovviamente per il titolare dell’azienda. In breve, la redazione del DVR secondo le procedure standardizzate consente di:

  • operare in maniera semplice e guidata
  • essere certi di aver considerato tutti i rischi
  • utilizzare un metodo oggettivo di valutazione
  • mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore
  • operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica

Quali attività sono obbligate a redigere un DVR standardizzato?

L'obbligo di DVR standardizzato scatta per le attività che impiegano fino a 10 lavoratori e dunque basta occupare anche 1 solo lavoratore subordinato e ad esso equiparato secondo il DLgs 81/08. In definitiva basta che, all'interno dell'attività, svolgano la loro prestazione professionale anche un solo collaboratore coordinato e continuativo o un lavoratore a progetto o un collaboratore lavoratore autonomo diverso dal titolare per far scattare l'obbligo di valutare i rischi e di redigere il relativo documento.

La presenza di un lavoratore, che sia subordinato, equiparato o di un collaboratore lavoratore autonomo, rende il committente un datore di lavoro secondo il TU.

Sono considerati "equiparati" molte tipologie di lavoratori, tra queste anche i soci lavoratori che prestano la loro attività per conto della società, in questo caso il socio lavoratore di una società è considerato lavoratore secondo la definizione del DLgs 81/08 ed anche se non sono occupati altri lavoratori, scatta comunque l'obbligo di valutare i rischi.

Anche il tirocinante, il lavoratore a progetto ed il collaboratore coordinato e continuativo, come i lavoratori subordinati, hanno diritto alla tutela della loro sicurezza e della loro salute. Significa che non solo il datore di lavoro deve prendere tutte le misure per prevenire qualsiasi malattia ed infortunio ma, tutelare la salute, comporta la messa in atto di tutte le misure che servono a conseguire lo «stato di completo benessere fisico, mentale e sociale del lavoratore».

Diverso è il caso degli studi associati, il professionista che collabora con il suo associato, non è considerato lavoratore e dunque, se lo studio non ha collaboratori diversi dagli associati o dipendenti o tirocinanti, non ha obbligo di redigere il DVR standardizzato.

In definitiva, se un’attività occupa anche un solo lavoratore definito tale dal DLgs 81/08, allora scatta l'obbligo della valutazione dei rischi. Per il TU della sicurezza un lavoratore è «una persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione [...]».

Chi non può utilizzare le procedure standardizzate?

Sono escluse dalla redazione del DVR secondo le Procedure Standardizzate le aziende che pur avendo fino a 10 lavoratori presentano rischi particolari (art. 31, comma 6 del DLgs 81/08), ovvero:

  • aziende industriali a rischio rilevante;
  • centrali termoelettriche;
  • impianti ed installazioni nucleari;
  • aziende per la fabbricazione ed il deposito di esplosivi, polveri e munizioni

Quanto alle aziende fino a 50 lavoratori, ne sono escluse, oltre a quelle sopraelencate anche le aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi alla esposizione all'amianto.

Ammende previste in caso di omessa redazione del DVR o altre violazioni

  • per omessa redazione del DVR: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da Euro 2.500 a Euro 6.400. La pena è aumentata a 4/8 mesi nelle aziende a rischio di incidente rilevante e con l`esposizione a rischi biologici, cancerogeni/mutageni, atmosfere esplosive, etc.
  • per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, misure di prevenzione e protezione, DPS, procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità: ammenda da Euro 2.000 a Euro 4.000
  • per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l`individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione: ammenda da Euro 1.000 a Euro 2.000.

Come si dà prova di aver effettuato la valutazione dei rischi entro un certa data?

Sul frontespizio del modello di DVR, approvato dalla Commissione Consultiva, è specificato che il documento deve essere munito di "data certa". Ai fini della "data certa" il documento deve essere sottoscritto dal RSPP, dal medico competente (se nominato) e dal RLS o RSLT. In mancanza del medico competente o del RLS o RLST, la data deve essere documentata o inviandosi il documento in formato pdf tramite PEC, oppure con uno qualsiasi dei modi previsti dalla legge.

Tra le diverse soluzioni vi è l'apposizione del timbro di un ufficio postale sul documento avente "corpo unico" e seguendo la procedura descritta nella disposizione delle Poste italiane 93/2007. Oppure, altra soluzione semplice, è spedire il documento alla sede del proprio studio a mezzo raccomandata.

La redazione del DVR può essere delegata?

No. È un obbligo del datore di lavoro che non può essere delegato. Questo non significa che il datore di lavoro non possa incaricare un consulente esterno, che dovrà essere scelto con criterio, tra persone competenti.

Se il datore di lavoro ha già un DVR deve rielaborarlo secondo le nuove procedure?

Il datore di lavoro che abbia già redatto un DVR, scegliendo di non avvalersi dell'autocertificazione dell'avvenuta valutazione dei rischi, non deve rielaborare il DVR secondo le procedure standardizzate. Dovrà, però, aggiornarlo in caso di modifiche significative ai fini della sicurezza e salute dei lavoratori e in tutti gli altri casi previsti dal DLgs 81/08 (art. 29 comma 3).

Fonte:

www.lavoro.gov.it

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